Attraverso questo esperimento si è voluta studiare la coerenza della luce laser generata da un mezzo attivo, il gas He-Ne. Per fare ciò è utilizzato un interferometro di Michelson il quale permette, attraverso un sistema di specchi, di dividere il raggio laser in due distinti fasci. All’uscita dell’interferometro è presente uno schermo su cui si osserva la ricombinazione dei suddetti fasci.
La fisica dell’esperimento
Alla base del meccanismo LASER c’è l’emissione stimolata di fotoni caotici. Il fotone non è nient’altro che l’interpretazione quantistica (o corpuscolare) della luce ma, in virtù del dualismo onda-particella, la luce può essere interpretata anche come un‘onda elettromagnetica.
Dire che i fotoni sono caotici implica quindi affermare che l’onda elettromagnetica non mantiene, nel suo moto, una relazione di fase costante, ossia la luce laser non risulta essere coerente.
Tuttavia lo scopo di questo esperimento è studiare la coerenza della luce laser.
Si utilizza quindi una cavità Fabry-Perot all’interno della quale la luce laser viene generata e successivamente viene fatta rimbalzare tra vari specchi (nel nostro caso 2) in modo tale da trasformare il processo stocastico di emissione dei fotoni in un processo coerente.
La luce ormai coerente viene immessa nell’interferometro di Michelson.
Si visualizzano infine, su un apposito schermo, le caratteristiche frange circolari di cui andiamo a misurare l’intensità attraverso un oscilloscopio. Da quest’ultima infine siamo in grado di ricavare il grado di coerenza della luce laser.